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è ancora tempo di self-empowerment?

Sabato alla Casa di Vetro di Maria Cristina Koch, ci siamo rivisti per una mattinata lavoro. La convocazione è arrivata da Massimo Bruscaglioni, fondatore di Risfor, che per molto tempo è stato un interessantissimo atelier della formazione italiana.

Massimo Bruscaglioni è noto tra gli addetti ai lavori (ma non solo!) per essere stato il primo a introdurre - a fine anni '90 - nella formazione degli adulti la nozione di self-empowerment, un'accezione assolutamente originale dell'empowerment psicologico. Il modello del self-empowerment è stato poi sviluppato da altri: il sottoscritto, Alessandra Pasinato, più recentemente Alessandro Tolomelli, ma Bruscaglioni è - indubbiamente - il padre del self-empowerment.

Dunque sabato ci ha convocato. Una dozzina di persone che, a titolo diverso, hanno lavorato sul e con il self-empowerment, in azienda, ma anche in ambito sociale e individuale. La domanda posta nel suo invito da Bruscaglioni era su cosa fosse stato di questo affascinante costrutto, elaborato ormai quasi due decenni e su cosa avremmo ancora potuto farne. In altri termini: è ancora tempo di self-empowerment?

La discussione ha messo in evidenza, da un lato come la nozione di self-empowerment e la sua declinazione operativa siano strumenti formidabili di gestione del cambiamento, personale e sociale, e forse mai come oggi c'è necessità di risorse di cambiamento positivo, dall'altro come la proposta di applicazione anche su larga scala del processo di empowerment personale debba intrecciarsi alle nuove circostanze che i sistemi sociali, economici. organizzativi stanno attraversando.

Dal canto nostro crediamo che il focus oggi vada posto sulle caratteristiche che rendono le organizzazioni capaci di affrontare la tempesta come fosse una sfida, piuttosto che un accidente, in altri termini delle organizzazioni resilienti, capaci di curare il proprio capitale umano in modo da promuoverne il protagonismo positivo. Esigenza questa che riguarda sempre più anche le persone singole, nelle diverse fasi di transizione di vita. Fasi che oggi rischiano sempre più di essere vissute come una condanna, più che come un'opportunità di sviluppo.

Massimo Bruscaglioni ha proposto di pensare ad una sorta di network che possa offrire la propria competenza nell'aiutare persone, gruppi e organizzazioni ad aprire ed aprirsi nuove possibilità, sviluppando così il proprio potere. Noi non possiamo che accogliere questa proposta.