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Orientamento è innanzitutto lavorare sul desiderio

L’anno scolastico è ormai iniziato e con esso tutte le preoccupazioni che accompagnano i nostri futuri maturandi che come ogni anno si trovano a dover rispondere alla fatidica domanda: che università devo scegliere?

Quesito quanto mai difficile se solo pensiamo a tutte le variabili in gioco: la scelta di un percorso di studi che ci piaccia, prospettive lavorative allettanti, università vicina o lontana da casa, proseguire l’attività familiare o costruire il proprio futuro da zero.

Di certo il periodo di forte incertezza in cui viviamo non aiuta i nostri diciottenni ad intraprendere serenamente una scelta.

Così oggi si avverte sempre di più una perdita del comune SENSO DI ORIENTAMENTO e il consiglio che ci sentiamo di fornire per venire a capo della “fatidica” scelta è: avete mai pensato a cosa DESIDERATE fare nella vita?

Se mettiamo per un secondo da parte i consigli dei parenti e ciò che la società ci porta a  credere sia sinonimo di successo e riuscita ci potremmo accorgere di una sola certezza: ciò che accomuna le persone felici è fare qualcosa che amano.

Il primo passo per capire quale sia la scelta universitaria migliore da fare è perciò riflettere su cosa ci piace, cosa stimola il nostro desiderio, cosa ci può spingere ad uscire dalle coperte in una fredda mattina di pioggia?

Certo...non tutti i desideri sono buoni o realizzabili e a volte è faticoso soffermarsi e pensare a come tradurre un desiderio in concreti obiettivi lavorativi o altro. Per questo vorremmo fornire tre suggerimenti:

Per prima cosa il desiderio deve essere “ALTO” , pensate solo all’etimologia della parola desiderio.. la conoscete? De-sideribus significa tendere verso le stelle e le più grandi menti dei nostri tempi ci dimostrano quanto sia essenziale puntare in alto. Attenzione! con questo non intendiamo dire che tutti potranno essere i futuri Steve Jobs o Mark Zuckerberg ma semplicemente che anche il desiderio più modesto NON deve avere paura dell’insuccesso.

Un altro suggerimento è lavorare su desideri che siano specifici e ben circoscritti, ricordate che la confusione è nemica della progettualità. Il desiderio deve diventare progetto! Non possiamo sognare di svegliarci una mattina con l’offerta di lavoro dei sogni che ci bussa alla porta, ma possiamo essere certi che il nostro progetto darà i suoi frutti se siamo disposti ad impegnarci con tutti noi stessi.

Infine – potrà sembrare un controsenso – ma nel cassetto dei nostri desideri deve esserci un piccolo scomparto dedicato al realismo, non c’è nulla che demoralizzi di più del fallire ripetutamente in qualcosa e a volte è necessario soffermarsi e chiedersi: davvero mi vedo in futuro con quel camice? Che figo sarebbe diventare un astrofisico, ma – seriamente.. – a me la matematica proprio non piace!

Due interessanti approfondimenti di questo nostro post li potete trovare qui e qui. Noi concludiamo con una bella citazione di Douglas Malloch: “Se non potete essere un pino sulla vetta del monte, siate un arbusto nella valle – ma siate il miglior piccolo arbusto sulla sponda del ruscello. Siate un cespuglio, se non potete essere un albero. Se non potete essere una via maestra, siate un sentiero. Se non potete essere il sole, siate una stella; non con la mole vincete o fallite. Siate il meglio di qualunque cosa siate.

Nella pagina facebook La versione di Gheno, potete trovare il video di questo post.

Prossimamente affronteremo ancora il tema orientamento, concentrandoci sulla sua utilità non solo per i giovani ma anche per i più grandi. In un orizzonte lavorativo in continuo cambiamento che ci richiede competenze sempre più variegate, si avverte sempre più la necessità di trovare un senso e una direzione alla propria vita lavorativa e un orientamento ben fatto potrebbe aiutarci in questo senso.